Questo è un archivio

Cos’era BullismoOnline

Nel 2009, in Italia, il cyberbullismo non aveva ancora un nome condiviso. Non c’era una legge (la 71/2017 sarebbe arrivata otto anni dopo), non c’erano linee guida per le scuole, e per genitori e insegnanti che si trovavano davanti a una cosa che non sapevano nominare c’era pochissimo materiale scritto da chi lavorava davvero con gli adolescenti.

BullismoOnline è nato lì, come uno dei primi presìdi divulgativi italiani sul tema.

La tesi del progetto, tenuta per undici anni, era che il cyberbullismo non fosse un problema di tecnologia da spegnere, ma la convergenza di un disagio che passa attraverso il digitale semplicemente perché è lì che gli adolescenti vivono le relazioni. Da qui l’impostazione editoriale: mai allarmismo, mai “togliete il cellulare”, sempre il tentativo di rendere leggibile agli adulti ciò che i ragazzi già facevano.

Il lettore era doppio, genitori e insegnanti, e i contenuti erano pensati per essere usati il giorno dopo, non per essere ammirati.

Non è stato un blog personale. Oltre a me hanno firmato Mariarosaria Imbimbo (psicologa psicoterapeuta), Alessia Sorgato (avvocato penalista, l’analisi della legge 71/2017 è sua) e Alessandra Fabriani (neuropsicomotricista). I loro pezzi restano di loro titolarità.


Perché oggi è un archivio

I contenuti si fermano al settembre 2020. Da allora non è stato aggiunto né aggiornato nulla, e non lo sarà: riferimenti normativi, dati, statistiche e link esterni sono in larga parte superati. La legge 71/2017 descritta qui dentro è stata modificata dalla legge 70/2024. Alcune delle piattaforme di cui si parla non esistono più. Molti collegamenti esterni sono morti.

Quello che resta ha comunque due motivi per stare online.

Il primo è documentario. Questi 48 articoli sono un campione di come si parlava di adolescenti e digitale in Italia fra il 2014 e il 2020: cosa si era capito, cosa ci si raccontava, quali allarmi sembravano solidi e si sono poi spenti. Un archivio che dice anche le cose sbagliate è più utile di uno ripulito.

Il secondo è di paternità. Qui gli articoli stanno con la loro data, la loro firma e la loro licenza in chiaro, in un posto che controllo io.

Su quest’ultimo punto serve essere espliciti.


Il dominio non è più mio

Ho tenuto il dominio bullismoonline.it dal 2009 al 13 febbraio 2026, data di scadenza dell’ultimo rinnovo a mio nome. Non l’ho rinnovato, e il 31 marzo 2026 è stato registrato da un altro soggetto, con i dati dell’assegnatario oscurati nel registro pubblico.

Lo dico nel modo più chiaro che posso:

Il dominio bullismoonline.it non è più mio, e il sito che ci sta sopra oggi non ha nulla a che fare con me.

Non lo gestisco, non lo scrivo, non lo ho ceduto, non ne rispondo, non ne condivido i contenuti, e non ho alcun rapporto con chi lo pubblica. Se ci sei arrivato da lì, o se hai trovato lì testi che sembrano miei, quello che stai leggendo adesso è l’originale, e questo è l’unico posto in cui BullismoOnline continua a essere una cosa mia.

Se mi cerchi, sono su ivanferrero.it. Non altrove.

La dichiarazione per esteso, con le date e la catena documentale, sta qui: ivanferrero.it/bullismoonline. È la pagina da citare o inoltrare se qualcuno chiede se quel sito è mio.


Come usare quello che trovi qui

I testi degli articoli e delle pagine sono distribuiti con licenza CC BY-NC-ND 4.0. In pratica: puoi condividerli e citarli liberamente, a condizione di attribuirli all’autore e di collegare la fonte, senza usarli per scopi commerciali e senza modificarli. Riscrittura e parafrasi, anche automatica, sono opere derivate, e non sono consentite.

Il codice e il tema del sito sono sotto licenza MIT. Le immagini di terzi presenti in assets/ e wp-content/ restano dei rispettivi proprietari e non sono ri-licenziate qui. Il nome “BullismoOnline” e l’identità visiva non sono coperti dalla licenza Creative Commons.

Il sorgente completo dell’archivio, con la storia dei commit, è pubblico su github.com/IvanPsy/bullismoonline.


Due avvertenze pratiche

I moduli di contatto e le informative non sono operativi. Le pagine di privacy policy, cookie policy e GDPR policy che trovi qui sono documenti storici del sito originale: descrivono trattamenti dell’epoca, non trattamenti in corso. Il modulo di contatto non raccoglie nulla e non risponde nessuno. Per scrivermi davvero: ivanferrero.it.

Alcuni pezzi non li riscriverei. Ci sono articoli, qui dentro, che oggi imposterei in un altro modo, e almeno uno che considero un errore. Non li ho tolti e non li ho corretti, perché un archivio corretto a posteriori non serve a niente: serve proprio a poter dire, fra dieci anni, cosa pensavo dieci anni prima.


Ivan Ferrero, psicologo psicoterapeuta e cyberpsicologo. Nota scritta l’11 agosto 2026. Archivio congelato al settembre 2020.